Organizzazione spazio come lo approcci

Per organizzare uno spazio devi sapere come lo approcci

Oops!… You did it again!
(yeah yeah yeah yeah yeah)

Hai fatto un salto su Pinterest e hai cercato ispirazioni per organizzare l’ufficio o il laboratorio.
Intendiamoci, niente di male ma prima di perderti nel meraviglioso, delirante mondo di Pinterest (mi raccomando, mettiti un timer!), ci sono delle cose che devi considerare.

 

Parti dall’inizio

Nel post della scorsa settimana ho elencato le domande che devi fare per capire come organizzare o riorganizzare lo spazio in cui lavori.
Se non hai risposto alle domande, ti invito a farlo subito! 😀

Una volta che hai le risposte e che hai avuto modo di rimuginarci su, magari osservando lo spazio con un rinnovato sguardo critico, puoi passare a chiederti quale sia il tuo approccio.

Approccio che?

Per scegliere bene come impostare struttura e organizzazione dettagliata dello spazio, dai mobili ai contenitori a …tutto, devi avere ben chiaro quale sia il tuo approccio allo spazio.
Il tuo come quello di eventuali collaboratori o chiunque ne condivida l’uso con te.

L’approccio è il modo in cui tu approcci uno spazio. “Grazie tante…” dirai tu.
Aspetta, mi spiego meglio.

Ci sono diversi modi in cui ci si può rapportare con lo spazio, eccoli qui:

    • Funzionale: lo spazio e le cose che contiene devono essere comode da utilizzare, non c’è molto interesse per l’aspetto esteriore o per l’omogeneità di mobili e contenitori, né per la divisione in categorie. “Lo metto dov’è comodo”.
    • Perfezionista: lo spazio dev’essere ordinato dentro ma anche fuori, i contenitori devono essere coordinati e uniformi (possibilmente etichettati), un ambiente con troppi colori o elementi eterogenei risulta fastidioso e chiassoso. La divisione per categorie è importantissima.
    • Creativo: lontano dagli occhi, lontano dal cuore. Se non vede quello che ha, tendi a dimenticarlo. Questo non significa che si debba lasciare tutto in giro (anche se un ambiente “rumoroso” e colorato in questo caso risulta stimolante), ma si dovranno  scegliere contenitori che nulla lasciano all’immaginazione.

Facciamo un esempio con lo storage delle graffette.

Funzionale: usa tutti i giorni le graffette, le vuole sotto mano e le mette in una scatoletta di latta delle pastiglie Valda, perché ha la misura giusta e non ingombra.

Perfezionista:  mette le graffette in un vassoietto o divisorio da cassetto (il cassetto è quello dedicato alla cancelleria base), lontano dalla vista.

Creativo: mette le graffette in un barattolino di vetro e possibilmente lo tiene a vista.

Naturalmente queste sono suddivisioni nette, che servono a rendere riconoscibili certe preferenze o comportamenti; solitamente si è un mix di due.
Io ad esempio, ho un approccio principalmente perfezionista con alcuni elementi del creativo; per
funzionare bene nel mio spazio di lavoro ho bisogno di un ambiente equilibrato con contenitori uniformi chiusi, possibilmente dentro a mobili chiusi (diversamente verrei sopraffatta e mi distrarrei), ma per alcune cose e situazioni devo vedere quello che uso/sto usando.

Quando a usare uno spazio è più di una persona, la situazione si complica perché bisogna tenere conto di più approcci, ma è anche vero che conoscerli permette di capire come scendere a compromessi per trovare la quadra.

Ora che sai cosa si intende per approccio allo spazio e quindi?

Sapere che approccio hai ti permette di capire come devi impostare lo spazio.
Ti evita di mettere venti mensoline a vista come in quello spazio là per poi scoprire che le odi perché sono scomode e alla fine ti ritrovi a cercare le cose nei cassetti. Ti aiuta a capire che magari per te le mensole sono qualcosa da utilizzare per stampe e decor, per nessuna funzione e pura ispirazione e allora magari avresti evitato di metterne così tante e proprio lì.

Bene.
Hai le risposte alle domande di settimana scorsa, adesso rifletti sul tipo (o tipi) di approccio allo spazio e settimana prossima vedremo come usare questa nuova consapevolezza spaziale per capire come impostare l’organizzazione.

Trinky 

 

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