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L’errore più diffuso nell’organizzazione degli spazi di lavoro

Magari lo hai fatto anche tu: hai pensato a studiare tutto lo spazio:
scrivania, cassetti, mensole… in modo da ottimizzare al massimo ogni centimetro  a disposizione, ma hai perso di vista l’obiettivo principale dell’organizzazione del tuo spazio di lavoro.

Recentemente ho letto un’intervista fatta ad una interior designer nella quale le veniva chiesto quale fosse l’errore più comune che le aziende e gli studi professionali fanno quando pensano all’organizzazione degli spazi e la risposta è stata proprio cercare di essere troppo efficienti nello sfruttare ogni centimetro, invece di puntare a creare un ambiente di lavoro calmo e sereno.

Ti ci ritrovi?
È comprensibile, ci siamo passati tutti.

L’approccio tetris con studio scientifico volto a sfruttare ogni millimetro dello spazio a disposizione, l’estenuante ricerca per trovare divisori e contenitori con misure impossibili… e uno spazio di lavoro che sembra uscito da Il ragazzo di campagna (TAAAC!)

Ma… e se poi non funziona?
E se poi cambi idea?

Uno spazio che ti permetta di vivere e lavorare con calma deve essere versatile, libero;
deve avere dei vuoti che ti permettano di cambiare idea e disposizione alle cose.

Deve prevedere delle pause, esattamente come le quelle che devi inserire in agenda, il preziosissimo tempo che ti permette di adattare gli impegni e della tua giornata o in cui puoi fare… niente.

Un altro punto sottolineato nell’intervista è che le persone poi in quegli spazi superefficientisupesmart alla fine ci devono portare e usare delle cose, cose “normali”: blocchi, penne, pupazzetti a forma di maiale… senza preoccuparsi di dover misurare ogni oggetto, col terrore che non ci stia.

La stessa cosa vale per te.
L’organizzazione deve risolvere o prevenire problemi, non crearli.

Quindi, se ti trovi in un momento in cui l’organizzazione che hai già impostato non funziona o se invece devi ancora impostare e non sai da dove cominciare: parti dagli essenziali.
Pensa a cosa ti serve quando lavori, a quali sono i gesti che ti viene spontaneo fare a dove vai a cercare le cose che ti servono.

Poi costruisci, o ricostruisci, il tuo spazio un piccolo step alla volta così intanto impari a capire cosa funziona per te.

Trinky

 

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