Natale organizzato: fare (e ricevere) i regali

Fare e ricevere i regali di Natale

Se la settimana scorsa ti ho parlato di come gestisco la realizzazione e l’invio dei biglietti d’auguri, oggi ti racconto il modo in cui affronto io il cosidetto gift-giving, i regali da fare.

In passato mi sono trovata a vivere questo momento con stress, ansia da prestazione e a volte anche sforando il budget, o meglio, dato che un budget vero e proprio non lo definivo, spendendo semplicemente troppo!

Per non parlare del tempo speso per realizzare regali DIY che non sono stati apprezzati o che peggio sono stati accolti con un sorriso condiscendente, come si accetta il portacenere in DAS fatto all’asilo…le cosidette perle ai pigs, insomma.

Puoi evitarlo decidendo:

  •  un budget complessivo che vuoi destinare ai regali;
  •  chi va su una lista e chi sull’altra; non buoni o cattivi, ma chi riceverà un regalo DIY, e chi no.
    Questo non vuole affatto dire che una persona che non apprezza un regalo DIY sia brutta e cattiva, semplicemente si tratta di pensare al destinatario e a cosa può gradire o anche solo a quanto siamo disposti di rischiare di rimetterci – butterà la mia tag? probabile; allora la farò semplice – oppure – allora ne metterò una comprata -; e via dicendo.

La mia regola d’oro (DIY o meno), è:
dimmi cosa vuoi.
Vale naturalmente in caso di destinatari con cui si ha confidenza; può essere chiesto direttamente, o si può compilare una wishlist di riferimento (come per le liste nozze).
Io, che adoro le sorprese, aggiungo (o chiedo 🙂 ) comunque qualcosa di inaspettato.
Quindi: quello che vuoi + una sorpresa.

In altri casi, di comune accordo con il destinatario scelgo un tema, e poi mi diverto a svilupparlo: momento SPA, colazione, alimenti tipici, ecc.
L’utilizzo di un tema funziona particolarmente in caso di regalo fra coppie o famiglie, soprattutto quando uno degli elementi è un soggetto difficile da accontentare.

Proprio non sai cosa fare?
Allora vai di buono e/o carta regalo!
Se sei un creativo, saprai quanto può essere frustrante ricevere del materiale magari bellissimo, ma non nelle tue corde (quando magari tu puntavi da settimane quel set di timbri); ormai ogni negozio di materiale per scrapbooking e non solo li propone e sono sempre un regalo graditissimo!
Lo stesso vale per negozi di altro tipo, per gli shop on line (Amazon in primis), che mettono spesso a disposizione buoni a dall’importo anche contenuto o addirittura libero.

E questo vale non solo per i creativi!

Anche perché, ad esclusione del caso persona di cui non ti importa niente che ti rifila un orribile e spudorato riciclone, il cui omaggio finirà subito nello scatolone destinato al mercatino della Parrocchia o a volte, direttamente all’isola ecologica, è sempre un peccato ricevere qualcosa che non ti piace o che non ti serve, o che ti lascia magari anche perplesso –ma come le/gli è venuto in mente?-, da qualcuno che sai che magari ci ha messo il cuore.

Per le cose che comunque arriveranno che proprio non ti piacciono, ma che ti suscitano sensi di colpa alla sola idea di liberartene, lascio la parola a Marie Kondo, e a quello che dice nel suo libro proprio in merito ai regali:

Un piatto che vi è stato dato come bomboniera relegato all’ultimo ripiano della credenza. Il portachiavi che un amico vi ha portato come souvenir ancora sepolto nel cassetto della scrivania. Il set di incensi dall’odore un po’ particolare che vi hanno regalato i colleghi per il compleanno.
Ciò che accomuna questi oggetti è che vi sono stati tutti regalati.
Delle persone a voi care hanno impiegato il loro tempo per sceglierli e ve li hanno donati con tutto il loro affetto. Non si possono semplicemente buttare. Ma consideriamoli ancora una volta.
Molti di questi regali non sono mai stati tirati fuori dalla confezione, oppure sono stati usati a stento una volta. Se non altro dovete riconoscere che non si addicono al vostro gusto. Quale pensate che sia il vero scopo di un regalo? Ebbene, è essere ricevuto. I regali non sono tanto «cose» quanto un mezzo per esprimere dei sentimenti.
Perciò, non c’è bisogno di sentirsi in colpa se dopo averli ringraziati per la gioia che vi ha dato riceverli, li buttate via. L’ideale sarebbe che usaste con piacere le cose che vi vengono regalate. Ma se non vi piacciono, di certo la persona che ve le ha donate non vorrebbe mai che vi sentiste obbligati a usarle, né che le metteste via senza utilizzarle, o peggio ancora che vi sentiste in colpa ogni volta che ve le trovate davanti agli occhi.
Buttatele anche per il bene di chi ve le ha offerte.

Quindi, per quanto possibile, cerchiamo di regalare (e farci regalare), quello che ci serve o che ci piace; perché alla fine si tratta di strappare un sorriso e un po’ di contentezza a chi riceve il regalo…è questo il punto, no? 🙂

Mi chiamo Silvia, e sono una Professional Organizer appassionata di tempi e spazi creativi 😀 .

Autore: Silvia Trinca

Mi chiamo Silvia, e sono una Professional Organizer appassionata di tempi e spazi creativi :-D .

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