Imparare a dire no alle persone oltre che alle cose: decluttering dei sensi di colpa

imparare a dire no

Per me imparare a dire no è stata una vera e propria necessità, ma anche una prova di forza. Nello stesso modo in cui ho dovuto imparare a prendere le distanze dagli oggetti e valutare bene cosa fosse utile e positivo per me, ho imparato a valutare bene se e quando dire sì alle persone che mi chiedevano una mano.
Non parlo di dare una mano inteso come aiutare qualcuno che ha un’emergenza o prestare una spalla a un amico in lacrime anche se avresti da fare, perché ci mancherebbe;


parlo di quelle tante volte in cui si dà una mano a fare qualcosa in cui si è bravi, o ci si mette a disposizione di qualcuno, anche se alla sola idea senti gridare un NO a caratteri cubitali dentro alla testa, perché non hai proprio il tempo o energia o… anche solo voglia!
Se il no resta inespresso le conseguenze sono: stress, corsa contro il tempo, messa in secondo piano di te stesso, frustrazione e rabbia per non averlo saputo dire, il no.

Un po’ come quando ti trovi a dover prendere una decisione per le cose che non ti piacciono più: vestiti che non ti stanno più bene e che appartengono a una fase passata della tua vita, home decor che non rispondono più al tuo gusto attuale e gli immancabili regali fatti in buona fede (a meno che siano orribili ricicloni), ma che proprio non sono il tuo genere o non ti servono.
Non importa quanto di buona qualità o ancora in buone condizioni siano: se non ti servono e/o non ti piacciono, eliminarli non potrà farti che bene alleggerendo il tuo ambiente e permettendoti di riflettere su cosa ti piace e serve davvero.

Per la disponibilità con gli altri vale lo stesso discorso.
Per quanto infatti tu voglia bene a chi ti sta chiedendo una mano e per quanto tu sappia svolgere alla perfezione la mansione richiesta, se non è quello che interessa fare a te in quel momento, se avevi bisogno di riposarti o se non vedevi l’ora di dedicare il tuo prezioso tempo libero a qualcosa per te, di’ di no e concediti una pausa, senza indulgere in malefici sensi di colpa.

L’anno scorso a me è stato chiesto se potevo personalizzare con dei nomi diverse decine, forse più di un centinaio, di gadget regalo per dei colleghi di lavoro da parte di una carissima amica. Io avevo l’idea e i materiali, ma non avevo il tempo e si trattava di tanto tempo, per eseguire un lavoro certosino per il quale alla fine non avrebbe neanche avuto senso conteggiare i materiali (non entro qui nel merito del prezzo del lavoro creativo, dei costi di tempo, materiali e valore delle idee perché è un discorso hot e parecchio complicato, come qualunque creativo sa bene), perché erano la parte meno gravosa della faccenda.
Io soprattutto non volevo farlo, perché tante volte in passato ho detto sì in situazioni del genere e poi mi sono amaramente pentita… soprattutto, mi sono ritrovata a fare ore piccole, a investire risorse e tempo preziosi, e a mugugnare contro me stessa.

Alla mia amica questo favore avrebbe risolto un piccolo problema ma ne avrebbe creato uno grande a me.
Allora mi sono fatta coraggio e ho detto mi spiace, no.
E non ho accampato scuse, guai, ho detto la verit: il lavoro sarebbe stato troppo e mi avrebbe portato via troppo tempo per quello che sarebbe stato poi di fatto il risultato.

Non è stato facile, ma l’ho fatto e dopo un momento “e, ma alla fine potevo, con un po’ di sforzo…”, sono stata sempre più contenta di avere preso quella decisione e mi sono sentita libera e anche orgogliosa di me stessa.
Un po’ di autostima non fa mai male. 🙂

Ogni minuto che in quel periodo ho potuto dedicare a me o a fare qualcosa che mi interessava davvero, era prezioso e mi faceva sentire libera e felice come uno spazio liberato da oggetti ormai insensati.
Mi stampava un sorriso sulla faccia, lo stesso che mi viene quando mi guardo intorno dopo un progetto di organizzazione di uno spazio; sensazione impagabile.  🙂

Il tuo tempo e la tua serenità sono preziosi, prenditi un momento per riflettere, quando ti viene chiesto un favore o una disponibilità, ascolta e se senti un NO, ignora il senso di colpa e concentrati su come ti farà sentire bene aver preso una decisione giusta per te.

Prenderti una pausa di permetterà di stare meglio con te stesso e di essere più rilassato e soddisfatto; aiutare gli altri è importante e bellissimo, ma non dimenticare che il primo volontariato è quello verso se stessi.  🙂

4 pensieri riguardo “Imparare a dire no alle persone oltre che alle cose: decluttering dei sensi di colpa”

  1. Questo post risuona tantissimo per me. Ho sempre avuto grandi difficoltà a dire no alle persone, non solo amici, ma anche semplici conoscenti. E’ da un po’ che mi riprometto di provarci… ma spesso ci ricado. 🙁 Immagino dipenda, come suggerisci anche tu, da scarsa autostima e desiderio di approvazione… perciò in primis dovrò lavorare sull’autostima e volermi un po’ più bene! La cosa più difficile da imparare, almeno per me, è che non siamo cattive persone o pessime amiche solo perché diciamo qualche no ogni tanto 🙂
    Grazie per l’articolo!

    1. Ciao Margherita – esatto non siamo né cattive persone, né pessime amiche e spesso anzi chi chiede favori non ha idea di quanto impegno o disagio possa comportare la richiesta. Sì, spesso il modo in cui ci vedono gli altri dipende dal valore che ci attribuiamo noi. Le prime volte sono le più difficili, come i primi oggetti da eliminare sono quelli che ci mandano più in crisi, ma poi il senso di liberazione è tale da ripagare ampiamente lo sforzo.
      Grazie per essere passata!

  2. Imparare a dire di no…bisognerebbe imparare dai bambini….
    Comunque si dovrebbe dire no, soprattutto, secondo me con persone che sai essere poco riconoscenti… nemmeno con un grazie.. Almeno ….

    1. Ciao Gianluca! Sì, sicuramente in alcuni casi non varrebbe neanche la pena di farsi problemi…
      I bambini sono meravigliosamente diretti e cristallini, dovremmo davvero prenderli ad esempio! 😀

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