Guardaroba: due metodi e un pdf da stampare per comporre gli outfit

Post organizzazione guardaroba e outfit

Questo post nasce da alcune considerazioni fatte partendo dall’esigenza personale di rivedere il mio guardaroba in seguito ad una decisione presa qualche mese fa; cambiate le attività, facilmente cambiano anche le esigenze in fatto di vestiti e con l’occasione del cambio di stagione, ho deciso di approfondire alcuni aspetti e di chiamare in causa alcuni esperte.

Le fonti che ho consultato sono:

METODO CARLA
Il primo testo rimanda al programma televisivo omonimo e l’approccio al guardaroba è molto pratico: una volta fatto l’inventario del contenuto e la separazione in categorie capi e accessori si tratta di individuare delle destinazioni d’uso (lei ne indica tre: lavoro, tempo libero,e social), in base alle quali dividere in settori l’interno del guardaroba, dove gli oufit, collocati per destinazione d’uso, saranno completi fino all’ultimo accessorio, bijoux compresi.

La cosa che mi piace molto di questo approccio, è l’idea di organizzare e sistemare l’armadio o cabina, come se fosse un negozio di abiti nel quale fare shopping ogni mattina, eliminando lo stress e mantenendo l’aspetto bello del fare scelte fra un outfit e l’altro, ma già completi.

Quello che mi ha fatto un po’ sorridere sono i consigli relativi alla personalizzazione di certi capi o accessori, come ad esempio il nastro da aggiungere al basco, e che mi hanno ricordato Il manuale di Barbie (io avevo il secondo volume), che  suggeriva appunto di rimodernare i vestiti con fiocchi e altri piccoli dettagli 🙂 .

METODO EDITH
Per quanto riguarda invece il libro di Edith Head (disponibile ahimè solo in lingua originale), il discorso viene affrontato in modo molto più ampio e specifico e, nonostante si tratti di un testo uscito nel 1967 e si parli quindi di un epoca in cui i costumi sociali erano molto diversi da quelli odierni, gli spunti validi tutt’ora sono molti.

Questo è un testo interessantissimo per chi come me ama il cinema (la Head è fra l’altro la mia costumista preferita), non mancano infatti aneddoti e consolatori accenni al fatto che anche le star di Hollywood hanno i loro difetti.
Ogni obiettivo è analizzato a sé: come vestire per il lavoro, come vestire per trovare un uomo  🙂  , come vestire la tua famiglia, ecc., ma il primo capitolo veramente interessante dal punto di vista dell’organizzazione è come costruire un guardaroba di successo.

Per evitare di avere l’armadio pieno ma di finire in quelle che nell’introduzione definisce: la giungla del cattivo gusto, la sabbia mobile della mediocrità e il lupo cattivo del “non ho niente da mettermi”, la Head consiglia di revisionare tutto il contenuto e di regalare e/o donare tutti gli abiti e accessori che non si usano più da tempo.
Procede paragonando il guardaroba a una casa, che deve essere funzionale e adatta alle necessità poi, a prescindere da quali siano le esigenze specifiche, consiglia di partire dalle fondamenta, indicando tre outfit che ai tempi non potevano mancare (uno naturalmente comprende il little black -o dark – dress!) e passando poi a analizzare quelle che sono le attività specifiche della persona: dove vive, che età ha, se lavora, se ha famiglia, per indicare cosa tenere presente per poter fare acquisti mirati ed evitare un guardaroba pieno di vestiti sì, ma per l’occasione sbagliata.

Consiglia poi di fare attenzione a non cedere alle tentazioni della moda, ripiegando magari sull’acquisto di un solo accessorio nel colore  del momento e puntando piuttosto a scegliere capi piu versatili e utilizzabili, e a non farsi sedurre da saldi e promozioni col rischio di ritrovarsi un vestito che magari non è esattamente della taglia giusta.

Il testo entra poi molto nel dettaglio consigliando un elenco di capi e accessori base a seconda di età e occasione, ma la parte più utile e interessante è quella in cui la Head indica come analizzare la propria fisicità, al fine di scegliere modelli e colori adatti e che aiutino ad essere a proprio agio e apparire al meglio, ma senza stravolgersi.

Particolarmente interessanti le abitudini organizzative di alcune trici: Julie Andrews con il suo guardaroba diviso per momenti e occasioni (un po’ come nel metodo Carla Gozzi) e Debbie Reynolds con la sua bacheca all’interno dell’armadio dove segnare quali capi acquistare, quali necessitavano di riparazioni e modifiche.ecc.

Per finire invece ecco un regalino 🙂 che spero possa esserti utile: un pdf con dei disegnetti ( la parte di me che ha studiato disegno per anni non si assume la responsabilità di chiamarli in altro modo 😀 ), pensati per essere ritagliati e personalizzati per giocare a comporre gli outfit a partire dai capi che hai già nell’armadio e per valutare cosa in caso acquistare.

Ho cercato di essere il più basic possibile e le righe sotto ai disegni sono pensate per aggiungere dettagli o indicazioni (per es. ho disegnato una décolleté a simboleggiare tutte le scarpe…).

elementi outfit da ritagliare

(clicca sull’immagine per scaricare la checklist in versione pdf).

 

esempio composizione oufit

Ti lascio quindi al tuo cambio dell’armadio, sperando di averti dato qualche indicazione utile e anche la voglia di tornare a giocare con i vestiti :-).

Mi chiamo Silvia, e sono una Professional Organizer appassionata di tempi e spazi creativi 😀 .

Autore: Silvia Trinca

Mi chiamo Silvia, e sono una Professional Organizer appassionata di tempi e spazi creativi :-D .

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