Alcune cose che puoi fare subito

Prima di affrontare tutti gli aspetti e gli elementi di uno spazio creativo, ci sono alcune semplici dritte che mi sento di raccomandare come fondamentali per cominciare a prendere (o riprendere) il controllo; cose che si possono cominciare a fare subito, in modo che diventino buone abitudini.

  • Mantieni sulla superficie di lavoro solo le cose essenziali e/o di uso molto frequente. Sono naturalmente ammesse eventuali decorazioni, soprattutto se ti strappano un sorriso mentre lotti con un pezzo di biadesivo o cerchi di districare una matassa di filo; nella mia scrap-parete assolvono questa funzione svariati maialini, più un Maneki neko, il gattino portafortuna giapponese.

  • Utilizza un vassoio per tutti quei progetti work in progress che devi momentaneamente mettere da parte: sarà semplice e veloce spostare il vassoio per liberare il piano della scrivania, senza che tu debba perdere tempo a spostare e rimettere a posto roba ogni volta.

  • Ogni sera, o alla fine di ogni sessione creativa, riordina e pulisci il piano di lavoro, in modo da trovarlo pronto la volta successiva. Glitter e polvere da embossing ovunque? Li sconfiggi con un rotolo levapelucchi o con un panno catturapolvere. Tieni a portata di mano anche un rotolo di scottex e un detersivo multiuso spray, e pulire sarà veloce e indolore.

  • Tieni una piccola pattumiera a portata di mano, soprattutto per piccoli elementi (i piccolissimi, inutilizzabili ritagli di carta, gli scarti di nasto biadesivo, ecc.), con un occhio alla differenziazione naturalmente!

  • Organizza in un vassoio o in una vaschetta i materiali e gli abbellimenti che usi più spesso, eviterai di interromperti ogni volta per cercarli.

  • Scegli un contenitore per i prodotti nuovi che hai appena acquistato o ricevuto e che vuoi provare alla prima occasione, eviterai di dimenticarli e allo stesso tempo, non rimarranno sacchetti o scatole in giro.

  • Last but not least, dedica un angolino a cose fondamentali quali un sotto tazza per il caffè (o tè), uno spazio cioccolatini e affini (con questo caldo, meglio gli affini) e naturalmente l’acqua.
    La creatività ha bisogno di carburante 🙂 !

Questi piccoli accorgimenti possono fare una grande differenza!
Buon week end e, con crea organizzazione ci rivediamo in agosto 🙂 .

Prima di cominciare, chiediti…

Per anni,  cercando di trovare una soluzione per organizzare il mio scrap corner/scrap-parete, ho letto post, articoli, guardato decine di video su Youtube, spulciato bacheche di Pinterest, ed effettivamente ho trovato tante risorse e moltissime idee e soluzioni.
Ma il 90% delle volte queste riguardavano problemi specifici (sistemazione dei washi tape, organizzazione stickers, alfabeti, ecc.), oppure mi imbattevo in scraproom a volte fantastiche ma, spesso, con scarsa ottimizzazione degli spazi.

Quello che però serviva a me, era un punto di partenza che mi permettesse di studiare e definire lo scrap corner nella sua totalità: spazio, dinamiche e decorazione.
Perché in un uno spazio creativo ci sono diversi aspetti da considerare: l’organizzazione dei materiali (d’uso frequente e di scorta ), la loro fruizione e l’organizzazione dello spazio di lavoro vero e proprio.

Alla fine, due sono le cose che hanno funzionato per me:

  • il decluttering, perché in questo ambito come tutti gli altri della casa e non solo è inutile impazzire per organizzare cose che non usiamo o che non ci piacciono più;
  • capire qual è lo stile che mi piace e che funziona per me.

Procedere con il decluttering in questo contesto può essere particolarmente difficile perché, per esempio, i materiali dello scrapbooking sono belli e pregiati. Se ti trovi però a usare il 20% delle cose, l’80% delle volte dato che, come afferma il principio di Paretola maggior parte degli effetti è dovuta a un numero ristretto di cause (parafrasando, possiamo dire che l’80% dei layout e mini album è dovuto al 20% dei materiali), c’è un restante 80% che ingombra cassetti e scaffali!
Ecco forse perché quel 20% è sempre sparso in giro in cerca di una casa o perché è più il tempo che passi a cercare attrezzi e carte, che ad usarli.
Quindi fatti coraggio, armati di obiettività, e procedi!

Secondo il metodo Konmari, di Marie Kondo, che in questi casi trovo utilissimo, bisogna tenere solo quello che fa battere il cuoreNel caso del materiale creativo io aggiungerei, solo quello che ti fa venir voglia di creare qualcosa subito!
Per il resto, tieni solo quello che è utile (se lavori su commissione o fai parte di un design team, potresti dover tenere materiali che non sono esattamente nelle tue corde, ma che devi comunque utilizzare).
Non dimentichiamo poi che i materiali invecchiano! A chi non è successo di ritrovarsi con washi ormai inutilizzabili o con stickers che non incollano più? 🙁
Dalli piuttosto a qualcuno che li possa usare.

Una volta che hai declutterato, e che hai tenuto solo quello che ti serve e che ti fa battere il cuore creativo, comincia a chiederti in che tipo di spazio vorresti poter creare.
Prima di tutto, uno spazio non più stipato di roba è già un ambiente più rilassante e creativo, e questo è un ottimo punto di partenza.
Poi rifletti. Se per esempio sei una persona che ama le cose uniformi, precise e magari coordinate anche per colore, difficilmente, pur con tutta la buona volontà, ti troverai a tuo agio con contenitori recuperati ed eterogenei. Io ho conservato per diverso tempo foglietti di recupero per le annotazioni, poi però, se dovevo scrivere qualcosa, andavo sempre a cercare un blocchetto, e i foglietti restavano solo un fastidioso ciapa pulver. Una volta superati i sensi di colpa e infilati i foglietti nel contenitore del riciclo, le cose hanno funzionato molto meglio!

Questo vale in generale per tutti gli spazi, ma in un contesto che deve essere anche di ispirazione, diventa ancora più importante. Quindi, partendo dal presupposto che si cerca di non sprecare e di fare un utilizzo coscienzioso dei materiali, rifletti bene sul cosa ti piace davvero.

Se le divisioni per categorie ti piacciono a livello concettuale, ma poi finisci per tenere le cose che usi più spesso fuori dalle scatole ( leggi: tutto sparso in giro), forse devi usare un altro criterio.
Assegna poi delle priorità: io tengo i materiali delle attività secondarie in scatole che ripongo negli scaffali più lontani; non sono a portata di mano, ma non è un problema perché le cerco raramente.

Cerca di analizzare poi il modo in cui ti muovi nello spazio, se ti stressa doverti alzare ogni volta che devi prendere qualcosa..usa una sedia con le rotelle.

Ti lascio con questi spunti di riflessione (e d’azione) e ci vediamo fra due settimane 🙂