Ma com’è uno spazio organizzato?

com'è uno spazio organizzato?

Domenica 31 marzo ero a Pavia, in occasione della fiera Home, con un intervento dedicato ad alcuni gesti pratici che, se applicati con costanza, possono avere un grande impatto sull’organizzazione dello spazio.

Ho scelto questo argomento in quanto alcuni dei problemi che si ripetono più di frequente nell’arco della giornata, potrebbero essere risolti semplicemente integrando alcune abitudini o apportando piccole modifiche all’organizzazione dell’ambiente in cui si vive.

Spesso non ci si pensa e si crede di dover necessariamente investire tanto tempo e tante energie per ottenere un risultato significativo; questo succede perché molte volte, quando si pensa ad uno spazio organizzato, si visualizza uno spazio ordinato e questo genera due problemi:

-si resta frustrati perché si cerca di rifarsi ad un modello impersonale e di apparenza, perdendo così di vista il vero obiettivo;

-ci si scoraggia e si perde la motivazione.

Ecco perché all’inizio dell’intervento ho voluto prima di tutto introdurre la questione di come effettivamente sia uno spazio organizzato; per farlo ho chiamato in causa Umberto Eco e la sua definizione di individuo colto:

Per me l’uomo colto non è colui che sa quando è nato Napoleone, ma colui che sa dove andare a cercare l’informazione nell’unico momento della sua vita in cui gli serve, e in due minuti.

Ecco come ho declinato il pensiero parlando di organizzazione:

Uno spazio è organizzato quando sai dove andare cercare la cosa che ti serve nel momento in cui ti serve e puoi trovarla, e rimetterla a posto, in poco tempo.

La casa e il luogo di lavoro sono ambienti in cui viviamo e utilizziamo cose, difficilmente quindi potranno essere spazi sempre ordinati. Quello che importa è che alla base ci sia un sistema efficace e su misura di chi li fruisce.
Ecco perché a volte, ambienti armoniosi e ordinati al millimetro non reggono la prova utilizzo:
non basta riporre oggetti, abiti, ecc., in mobili e contenitori, bisogna valutare la frequenza d’uso, le abitudini e i gesti di chi fruisce lo spazio.

Ricorda che è importantissimo che lo spazio in cui vivi ti rispecchi, e funzioni per te e per le persone con cui lo condividi.
Se hai bisogno di aiuto per ottenere un ambiente che ti rispecchi, contattami e sarò felice di aiutarti! 🙂

Gestire le risorse: il tempo – 1^ parte

L’ultima volta ti ho parlato di come gestire le risorse finanziarie in momenti di forzata economia, oggi ti parlo di un’altra risorsa preziosissima: il tempo.
Il tempo sembra non bastare mai, eppure è lo stesso per tutti, ma se hai la sensazione di non essere mai in pari con le cose da fare, o se ti riduci sempre all’ultimo momento, quello che devi rivedere è il modo in cui lo gestisci.

Inizia con il decluttering

Sì, il decluttering si può fare anche per il tempo.
La prima cosa che devi fare è guardare con obiettività al modo in cui passi la tua giornata: se ti trovi a passare più tempo a gestire le cose e gli impegni degli altri che i tuoi, c’è qualcosa che non va.
Non voglio dire che non bisogna aiutare gli altri, ma che al primo posto devi mettere le esigenze tue e della tua famiglia “stretta”, gli altri vengono dopo. Ad eccezione delle situazioni di emergenza, naturalmente.
Insomma, si tratta di riuscire a dire di no e non sempre è facile; io per esempio ho dovuto imparare, come ti ho raccontato qui.

Prima il dovere, poi il piacere

Detestavo sentirmelo dire da piccola 😀 , ma è un consiglio sempre valido: prima fai le cose che devi fare, poi trascorri il tempo libero (che a quel punto è davvero libero), come meglio credi e non il contrario.

Impara a gestire le pause

Le pause sono importantissime per staccare, rinfrescare la mente e riposare il corpo, ma non devono prendere il sopravvento. Se conosci già la tecnica del pomodoro saprai che una divisione dei tempi ottimale è 25 minuti di lavoro / 5 minuti di pausa. Cosa fare per cinque minuti per distrarti senza perdere il ritmo? Ti ho dato qualche suggerimento in un post dove ti racconto cosa faccio io .

Fai già queste cose?
Qual è quella che ti risulta più difficile?

Gestire le risorse finanziarie


Prima o poi capita a tutti (o quasi), di dover buttare un occhio alle finanze e se non hai mai sperimentato questa situazione, può essere forte la tentazione di andare nel panico prima o di votarti all’austerità più completa poi.
Nessuna delle due “soluzioni” è ideale, né tanto meno utile a meno che tu le riesca a trasformare in chiave costruttiva.

Non panico ma consapevolezza.

È giusto stare in guardia ed evitare di sprecare i soldi, ma invece di andare nel panico, questo è il momento per guardare con obiettività alla tua situazione, evitando di rimandare a un futuro imprecisato la necessità di sederti con carta e penna a fare i conti.

Non austerità, ma economia.

È il momento di buttare giù una lista di priorità: cosa è davvero importante?
Dov’è che stai investendo risorse che potresti destinare ad altro o anche solo risparmiare?

Considera che situazioni di questo tipo sono ottime occasioni per cambiare punto di vista e abitudini; ad esempio, rivedere la spesa alimentare e scegliere di comprare quello che effettivamente di serve limitando o addirittura evitando i prodotti pronti da consumare in favore di materie prime più economiche e sane, può farti scoprire una passione per la cucina o semplicemente, scoprire nuove ricette e abbinamenti.
Ridurre l’acquisto di prodotti preparati riduce anche la quantità di involucri e materiali di scarto, con un impatto decisamente positivo per l’ambiente.

Se stai passando un periodo di questo tipo, prendilo come una parentesi palestra in cui poter allenare capacità che ti ritroverai e che saprai sfruttare al meglio anche quando fare economia sarà solo una scelta e non più una necessità.

Scegliere di gestire al meglio le risorse, e non solo quelle finanziarie, è infatti un approccio alla vita quotidiana che può fare davvero la differenza, e che può permetterti di concentrarti sui tuoi progetti e perseguire quindi i tuoi obiettivi.

Io in questo periodo sto guardando ai miei progetti con una nuova consapevolezza e un nuovo slancio, e sto per intraprendere un percorso che mi permetterà di concretizzare tutte le fantastiche idee che ho in testa 🙂 , e un primo passo fondamentale è stato aprire partita Iva.

Piccoli business crescono e l’impegno è tanto, così come le risorse coinvolte, a partire dal tempo, di cui ti parlerò la prossima volta.

Se pensi di avere bisogno di un aiuto per rivedere il tuo stile di vita, e organizzare le tue priorità, qui trovi il modulo e le info per contattarmi 🙂 .

Ti senti giudicato?

Ti senti giudicato?

Spesso, durante gli interventi di decluttering e riorganizzazione presso clienti, ma anche semplicemente parlando con amici o conoscenti del mio lavoro, succede che che le persone comincino subito a scusarsi e a giustificarsi, o addirittura a mettere le mani avanti: Se vedessi la confusione che ho in ufficio, a casa, in macchina … ah oppure: Ah, sei una Professional Organizer? Oh mamma, chissà cosa penseresti di me! , e via dicendo.

Io resto perplessa, non tanto nel caso dei clienti, per i quali spesso è in atto un processo di cambiamento ed è più che comprensibile che si possano sentire vulnerabili, quanto del fatto che molto spesso le persone si aspettino di essere giudicate in automatico appena sanno quello che faccio nella vita, e che alla professione di Professional Organizer venga quindi subito attribuito il giudizio facile.

Non è così.
Un Professional Organizer è preparato e obiettivo, e ti aiuta a guardare con un occhio meno coinvolto del tuo la tua situazione.
Un Professional Organizer non ti giudica, se lo fa non è un buon Professional Organizer.

Quando io osservo uno spazio o esamino un elenco di impegni, quando ascolto un cliente che mi dice che ha la sensazione di non riuscire a fare tutto, o un creativo che lamenta la perdita di ispirazione a causa del caos creativo (di questo poi tornerò più avanti a parlare), regna nel suo laboratorio, quello che penso è come poter affrontare il problema, quali possano essere le motivazioni, ecc., ma di certo non giudico.

Non basta essere persone ordinate o organizzate (N.B. non è la stessa cosa!), per insegnare agli altri ad esserlo, infatti quello che funziona per uno, non è detto che funzioni per l’altro, il punto è proprio mettere in campo capacità, formazione ed esperienza per trovare il modo giusto per la persona e per aiutarla riprendere in mano il suo spazio e il suo tempo.

Ecco perché magari tua mamma che facevaandareavantilacasaallaperfezione, non è bastata col suo esempio a trasmetterti l’organizzazione oppure ecco perché comprare scatole coordinate come in quellamegacraftroomammereganadapaura trovata su Pinterest non è servito a rendere il tuo angolo del cucito creativo uno spazio funzionale e fruibile.

La tua casa non deve assomigliare a quella di tua zia, la tua gestione del tempo non deve ricalcare quella del tuo efficientissimo collega, ma spesso non hai modo o tempo di capire cosa può funzionare per te, e
adottare le soluzioni che funzionano per gli altri spesso può essere frustrante.
I fattori da considerare per elaborare un metodo organizzativo che funzioni sono tanti tanti: storia personale, gusti, indole, carattere, caratteristiche, esigenze specifiche; ognuno di noi è diverso e il bello è proprio questo: trovare quello che funziona per te, quello che ti piace e che ti permette di vivere una vita migliore diminuendo lo stress.

Ed ecco dove entra in gioco il Professional Organizer con la sua competenza, con la sua formazione, con la sua esperienza.

Più ti piaci, meno sei come qualcun altro, che è ciò che ti rende unico.
Walt Disney

Il sistema che funziona è quello su misura per te 🙂 .

Imparare a dire no alle persone oltre che alle cose: decluttering dei sensi di colpa

imparare a dire no

Per me imparare a dire no è stata una vera e propria necessità, ma anche una prova di forza. Nello stesso modo in cui ho dovuto imparare a prendere le distanze dagli oggetti e valutare bene cosa fosse utile e positivo per me, ho imparato a valutare bene se e quando dire sì alle persone che mi chiedevano una mano.
Non parlo di dare una mano inteso come aiutare qualcuno che ha un’emergenza o prestare una spalla a un amico in lacrime anche se avresti da fare, perché ci mancherebbe;

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Settimana dell’Organizzazione 2018

Settimana dell'organizzazione 2018

Domani parte la quarta edizione della Settimana dell’Organizzazione, manifestazione indetta da APOI per portare alle persone che vogliono conoscere o approfondire la cultura del vivere organizzato nella vita di tutti i giorni, spunti, informazioni e iniziative dedicate ai vari ambiti del quotidiano.

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Regia e incidenti fortunati: il senso dell’organizzazione.

regia e il senso dell'organizzazione

A volte può sembrare troppo impegnativo organizzarsi, prendersi il tempo per la lista della spesa e il menù settimanale, fare il punto per il mese a venire;
la tentazione di lasciar perdere e rimandare, o vivere alla giornata è forte.
Ma poi non paga.

Prima o poi può succedere che una sera torni a casa più tardi del previsto e non hai neanche una vaga idea di quello che hai in frigo o in dispensa, o arrivi perennemente in ritardo al mattino perché ogni volta decidi sul momento cosa indossare e magari ti ritrovi a stirare la maglietta mentre contemporaneamente ti lavi i denti e ti infili le scarpe… e il livello di stress diventa alto.

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Emergenza lavori in casa? Alcuni consigli per affrontare la situazione al meglio!

 

A casa dei miei è finalmente è partito un intervento di ristrutturazione, nello specifico della cucina, che per un motivo o per l’altro, non si riusciva a far partire.
Solitamente in questi casi, quella di “finalmente” è una sensazione che svanisce di colpo, nel momento in cui viene data la prima martellata o viene tolta l’acqua;
 il momento cioè in cui il mondo interiore e non solo, comincia a sgretolarsi fino a indurre livelli di stress così alti da diventare insostenibili.
Quello che ho consigliato quindi a mia mamma è di ripetere un mantra, una formula che possa aiutarla a ritrovare un certo controllo.
In questo caso il mantra ideale è:

A volte le cose devono prima andare peggio per poter poi migliorare.
(Sometimes things have to get worse before they get better.  Marylin Ferguson)

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Cosa c’è nella mia borsa :-)

Organizzazione borsa


La mia borsa, o meglio, le tre borse che alterno ultimamente, sono organizzate con il sistema dei citati “sottocontenitori” .

Sono tutte abbastanza grandi e questo è uno dei motivi per cui l’organizer multitasche non fa per me, perchè per recuperarlo dovrei entare nella borsa fino al gomito, e non mi sembra pratico.

Quello che mi piace di questo sistema, è la sua versatilità: si può variare il numero e la dimensione dei vari astucci e beauty a seconda delle esigenze, e in caso di particolare sciccheria, si possono coordinare anche con stile e colore della borsa.

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Cosa c’è nella tua borsa?

 

La vita moderna è piena di insidie, il mondo è una giungla, riprendere la routine quotidiana può mettere l’essere umano a dura prova…

A cosa appellarsi quindi?
Alla propria borsa 🙂 !

Di qualunque forma o dimensione sia, una borsa ti salva la vita, o meglio…può risolvere o prevenire tanti dei piccoli problemi in cui ci si può imbattere nella vita di tutti i giorni. Perchè c’è un po’ di MacGyver in tutti noi 😀 .

Nella borsa quindi può trovare rifugio un equipaggiamento strategico per tutte le eventualità, ma senza un po’ di organizzazione, si rischia di trascinarsi in giro un pesante fardello in cui si accumula di tutto, tranne quello che serve.

Come evitarlo:

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